Reveries by Paolo Conte
La nuova raccolta destinata agli americani
"Reveries" è l´ultimo album di Paolo Conte. E´ una raccolta nata per il mercato americano, per dare seguito ad una precedente collezione di perle confezionata per gli yankees.E l´America di Paolo Conte è molto più fumosa e clandestina, molto marina e atlantica. Così come l´Italia è diversa, sofisticata, danzante e un po´ francese, distante e trasognata come fosse un racconto o un ricordo.

Paolo Conte è veramente una questione di stile: una voce un po´ così, un pianoforte un po´ così, le sue smorfie... la sua musica leggera anzi aerea.
Lo stile lo ritrovi aprendo il cofanetto musicale che ti saluta con una canzone, solo suonata ai concerti, in francese di un cantante italiano per un pubblico americano...beh.
Seguono poi nuovi arrangiamenti, versioni live o studio di vecchi successiu come Sudamerica, Come mi vuoi...

Paolo Conte crea atmosfera da viaggiatore, da primi del Novecento, da alberghi strategici o avventurieri mezzi maledetti e mezzi sfigati... "tra un sandwich e un po´ d´indecenza". Sono cieli e sudore, miti e corpi, odori e fantasmi, grande letteratura e miseri amori.
Inserisco in coda la trackinglist dell'album: Reveries; Gioco d'azzardo; Dancing; Aguaplano (tratto dall'album "Aguaplano"); Nord; I giardini pensili hanno fatto il loro tempo (tratto dall'album "900"); Fuga all'inglese; Madeleine; Blue tangos; Novecento (tratto dall'album "900"); L'avance; Sudamerica; Parigi; Chiamami adesso (tratto dall'album "900"); Diavolo rosso; Come mi vuoi.
"...E metti forte che riempia la stanza..."
Rubrica di Albano Ricci, inviato da www.latalante.it

0 Commenti