Pink Floyd - Echoes - The Best Of - EMI 2001
I grandi classici dei Re del Rock Psichedelico.
Pink Floyd.
Non so davvero sesia possibile definire cosa hanno rappresentato per generazioni di amanti del rock questi maestri indiscussi del genere, unici nel loro modo di imporsi al grande pubblico, unici nei loro grandiosi live-shows, unici nel modo di essere, almeno dei suoi personaggi più in vista e discussi, vale a dire Syd Barrett, Roger Waters e David Gilmour.
(La formazione originaria dei Floyd. Dalla sin. in alto: Nick Mason - bt - Rick Wright - ts - Roger Waters - bs e voce - Syd Barrett - Ch e voce-)
È una retrospettiva questa edita a nome Pink Floyd che va a pescare il meglio della sconfinata produzione della band inglese, attraverso ben 26 tracks sospese fra il lontano passato psichedelico della fine dei seventies (vale a dire gli esordi del gruppo targati Barrett), i fasti degli anni settanta (ad appannaggio di un illuminato tiranno come Roger Waters) , fino al recente passato (ad appannaggio di David Gilmour, dopo una discussa dipartita dl leader Waters).
(Gli Anni '70: Wright, Rogers, Mason e Gilmour)
Scorrendo l'ordine dei brani, tutti ovviamente capitoli fondamentali della carriera dei PF, si rimane sorpresi dalla scelta di combinare fra loro le varie ere della band, senza soluzione di continuità: si passa quindi, ad esempio, da una "Hey You", caposaldo del loro Capolavoro "The Wall", ad una "Marooned", compresa nel sottovalutato (dalla critica) "The Division Bell", oppure si passa da "Learning To Fly" ad una barrettiana "Arnold Layne", mischiando quindi tutte le caratteristiche e le sfaccettature della musica dei quattro inglesi. Qualche fedelissimo forse si sentirà di dire che nella scelta della scaletta sono stati tralasciati alcuni brani importantissimi e al contrario ne sono stati messi di meno significativi. Ovviamente ognuno ha le sue preferenze sulle canzoni che ritiene maggiormente degne di far parte di questo che è il primo greatest hits di un gruppo che ad oggi è riuscito a vendere quasi cento milioni di copie dei loro dischi.
Appare evidente che una operazione di raccolta dei migliori brani non sia stata certo facile, dato anche la spaccatura che da circa vent'anni macchia il curriculum del gruppo, vale a dire il leader di un tempo, Waters, da una parte e gli altri tre membri dall'altra (Rick Wright, Mason e soprattutto Gilmour dall'altra), con lo sfortunato Barrett che raoppresenta ormai solo un piacevole ricordo (celebrato dalla infinita "Shine On You Crazy Diamond", song a lui dedicata).
Si potrebbe anche affermare che chi veramente ama questi suoni e queste atmosfere così sapientemente costruite ha tutti gli albums registrati in circa trent'anni di storia, e non essendoci brani nuovi Echoes è, per essi, un prodotto di appetibiltà limitata al solo possesso.
In realtà la si può vedere come un prezioso cofanetto che racchiude la magia di un'epoca musicale inarrivabile e inimitabile, una magia chiamata Pink Floyd.
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