Ogg Vorbis il fratello di MP3 [Guida all'uso]

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Ogg Vorbis il fratello di MP3 [Guida all'uso]


Scopriamo pregi e difetti di questo nuovo standard

Scritto da: Gian Mario Infelici
domenica 4 maggio 2003 nella categoria: ogg

Sembrano passate solo poche settimane da quando si scrivevano articoli sul rivoluzionario formato di codifica audio Mp3. Era una rivoluzione che a tutt’oggi segna inesorabilmente la distribuzione, più o meno legale, dei file musicali, ma a distanza di qualche anno ecco un nuovo formato, che dopo il flop di MP3 pro e i non comparabili successi di MP3, VQF, AAC sta entrando nel cuore degli appassionati di musica in formato digitale.
Stiamo parlando di Ogg Vorbis, il nuovo formato di codifica (già entrato nell’uso comune con l’appellativo di ogg files) rilasciato da Xiph.org, che proprio in questi ultimi mesi ha raggiunto il non trascurabile traguardo di essere annoverato come RC3 ( cioè che la fase iniziale di debugging è stata superata e che presto diventerà uno standard ufficiale nella codifica di sorgenti audio) e di aver raggiunto lo stato di release candidate.
Ma a cosa deve il suo nome? Ogg non è altro che il nome formato di codifica audio video e metadata edito dalla Xiph.org, mentre Vorbis è lo specifico nome dato allo schema di codifica sviluppato per essere contenuto nella suite Ogg.

Ancora, c’è da dire che il formato .ogg è già stato inserito in una prima release provvisoria grazie alla quale è già possibile unire audio in formato ogg vorbis a video codificati con Divx o Xvid.




Venendo a parlare delle caratteristiche tecniche di ogg, iniziamo con quello che più dovrebbe interessare i maniaci dello spazio (e quindi della compressione): ogg vorbis permette di ottenere una qualità migliore rispetto al formato .mp3 con un bitrates minore.
Altro vantaggio innovativo e davvero vincente sta nel fatto che Ogg Vorbis supporta l'audio multicanale ed il coupling (accoppiamento) dei canali. Detto in maniera più chiara, ogg permette di mantenere una distinzione tra canali singoli (Ex destro e sinistro) e, nel caso lo si desideri, unire il tutto in un unico output audio, con conseguente diminuzione delle dimensioni del file .ogg. (E’ bene precisare che attualmente il coupling dei canali verrà rilasciato in una delle prossime versioni del codec). E’ bene sottolineare l’importanza di questa opzione futura del coupling, in quanto renderà possibile il riconoscimento delle aree dei canali audio simili (O non significativamente distinte), comprimendo quindi solo quello che realmente lo richiede. E’ proprio questo un limite del formato mp3, che comprime l’intero brano seguendo il bitrate stabilito, senza considerare la sorgente in alcuna maniera. Il coupling permetterà quindi di rendere rapidissima la fase di decodifica, poiché marcherà le aree con particolare compressione con un tag proprietario.

Nella prossima parte confronteremo .ogg con .mp3, il suo fratello maggiore (Anche se c’è chi dice stizzito, che non sono neppure parenti!!).

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