Il nuovo album di Peter Gabriel

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Il nuovo album di Peter Gabriel


Dopo dieci anni di lavoro l'ex leader dei Genesis pubblica "Up"

Scritto da: Gian Mario Infelici
lunedì 4 novembre 2002 nella categoria: novità  discografiche

L'acqua e la Luna. Sono questi gli elementi che faranno da sfondo ad "Up" il nuovo attesissimo album di Peter Gabriel. Un disco diventato ormai una specie di leggenda. Più volte annunciato e puntualmente rimandato, "Up" è finalmente pronto. Uscirà il 21 settembre in coincidenza con il plenilunio. «"Up" nel senso di alto e basso, verticale e orizzontale», dice Gabriel a proposito del suo nuovo lavoro.


Sono 10 anni che il l'ex Genesis non pubblica un album di canzoni inedite. L'ultimo risale al 1992 e s'intitola "Us". Ma non è mai stato silenzio artistico. Gabriel è un musicista eclettico e geniale, un uomo onnivoro di tutto, che rifugge la routine. L'equazione album-tour-album è una cosa che proprio non riesce a sopportare. È per questo che negli ultimi sette anni ha lavorato su oltre 130 idee differenti, compresa quella di far suonare alle scimmie antropomorfe degli strumenti, come in una vera e propria jam session.



«Coltivare i propri interessi, per elevare la qualità della propria esperienza, come si dice nel gergo dei computer "spazzatura dentro, spazzatura fuori"», precisa il musicista. Ha composto le musiche di "Ovo" e "The long walk home". Ha dedicato molto tempo all'associazione "Witness", un'organizzazione per i diritti umani. Ha aperto un negozio virtuale nel quale, previo pagamento, si possono ascoltare e scaricare mp3 senza dover ricorrere per forza ai software peer to peer.

"Up" è un disco ambizioso soprattutto per il progetto che vi è dietro. Gabriel ha infatti intenzione di spedire l'album a una serie di artisti in giro per il mondo perché lo ascoltino e realizzino progetti tutti discendenti da "Up". In pratica utilizza lo stesso concetto del fiume. Come da un fiume nasce un rivo, che diventa corso d'acqua e quindi fiume così da "Up" si possono creare progetti discendenti, Up the Mississipi, Up the Ganges, Up the Amazon.

«L'album metterà a fuoco la parte iniziale e quella terminale della mia vita», sottolinea ancora il musicista. Up è infatti un percorso di 11 canzoni fatto di interrogativi sulla vita e sulla morte. Lo spiega bene lo stesso Gabriel nel suo sito internet. Nel primo brano, "Darkness", l'ascoltatore è condotto nella zona in cui le fantasie e le paure della fanciullezza vengono esplorate. Il secondo brano, "Growin Up", osserva la natura mutevole delle cose e il tentativo dell'uomo di trovare un equilibrio all'interno di esse, e così via passando per "The Drop", il brano più rude dell'album in cui il protagonista che viaggia in aereo cerca di immaginare cosa c'è dietro le nuvole. Fino all'ultimo brano dell'album, "Signal to noise", in cui si fa riferimento al senso della mortalità e della compassione umana.

L'album è stato registrato sia negli studi della Real World (storica etichetta sia in Francia che in Senegal) e perfino su un battello che solcava il Rio delle Amazzoni. Nel disco figurano musicisti importanti fra cui David Rhodes (chitarre), Tony Levin (basso), Danny Thompson (contrabbasso) e perfino il grandissimo e compianto cantante Nusrta Fateh Ali Khan: «Una delle voci più belle del mondo» disse Jeff Buckley.

Ancora una volta Gabriel sorprende e stupisce, confermando che la musica, quella vera, è ancora viva e non dura affatto lo spazio di una stagione. Almeno è questo che insegnano i grandi.

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